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Nella notte del 13 agosto 1961, era domenica, esattamente all'1,10
l'emittente di Berlino Est interrompe "Melodien
zur Nacht" e lo speaker informa che:" i governi del Patto di Varsavia hanno
invitato il Parlamento e il Governo della DDR (Deutsche
Democratische Republik) di effettuare un controllo efficace delle
proprie frontiere a Berlino"
Qualche ora più tardi, alle 03.20, l' Ansa
da la seguente laconica notizia: " Il confine fra Berlino est e Berlino ovest è stato
chiuso questa notte" .
Alle ore 03.28 la stessa Agenzia : "Autocarri carichi di truppe della Rdt
sono stati visti prendere posizione lungo la linea di confine presso la
Porta di Brandenburgo.... I cittadini della Germania orientale possono
entrare a Berlino ovest solo se in possesso di una "speciale
autorizzazione".
All'alba del 13 agosto,
dunque, i Kampfgruppen di Walter
Ulbricht hanno già costruito la “Barriera di protezione antifascista”,
die Mauer (il muro), una parete di cemento alta quattro
metri e lunga centosessanta chilometri, quaranta dei quali dentro
Berlino, che impedisce ogni collegamento tra la parte ovest della
città e quella della parte est (die Zone) e qualsiasi possibilità di
fuga ai cittadini dell'Est che in numero sempre maggiore abbandonavano
il "paradiso
socialista" in cerca di libertà e benessere.

Nei
mesi precedenti l'agosto del 1961 erano stati ben 160 mila i tedeschi
dell'Est che avevano abbandonato la propria terra senza speranza alcuna
di potervi rientrare.Berlino
è,
ormai, una città divisa in due da cavalli di frisia e blocchi di
cemento anti-carro. Centonovanta
strade diventano altrettanti vicoli ciechi e persino le tombe dell’Invalidenfriedhof
vengono spostate per fare spazio al muro che lo attraversa.
Molte
famiglie, residenti nello stesso quartiere si sono improvvisamente
trovate divise e per oltre 28 anni; così a lungo sarebbe rimasto in
piedi
“Die Mauer", fino al 9 novembre 1989, allorquando inaspettatamente Günther Schabowski, leader
del partito comunista di Berlino Est, annuncia che da quel
momento il Muro viene ap erto per permettere "viaggi personali
all'estero".
Sono circa le sette di sera e di lì a poco
migliaia di
berlinesi spontaneamente si accalcano, ad est e ad ovest, alla porta di Brandenburgo e nella Kurfürstendamm
per festeggiare l'evento.
Mentre il famoso violoncellista Rostropovich suona in segno di
esultanza, il Muro viene abbattuto, le famiglie si riabbracciano
e comincia, così, l'era che
porterà alla caduta dell' Unione sovietica e dei governi satelliti
dell'Europa che fino ad allora veniva definita
d'oltrecortina.
Günter
Lutwin e Chris Gueffroy sono il primo e
l’ultimo dei
1065 Flüchtlingen ( i
profughi) che nel corso degli anni persero la
vita sotto il
fuoco dei Volkspolizisten ( i "Vopos") di
Ulbricht, mentre tentavano di scappare dalla DDR, dopo la costruzione
del Muro.
Nel "Mauermuseum" eretto
nel punto in cui era installato il Checkpoint Charlie,
uno
dei tre varchi per il transito di Autorità, diplomatici e militari,
sono conservati impressionanti reperti provenienti dai tentativi di fuga effettuati da singoli cittadini
o addirittura da gruppi, che hanno osato di tutto pur di sottrarsi all'estrema violenza
rappresentata dal sinistro manufatto,
diretta conseguenza della Seconda Guerra mondiale e della successiva
"Guerra fredda" determinatasi tra i due blocchi, il sovietico e
l'occidentale.
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